L’ABBANDONO: ORA SI PAGA CON CARCERE
ROMA- Abbandonare gli animali da ora in avanti si
paga anche con il carcere. Questo uno dei punti qualificanti della legge
antimaltrattamento approvata dal Senato in via definitiva l'8 luglio scorso ed
entrata in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per gli 'esperti'
dell'abbandono, le nuove regole prevedono infatti l'arresto fino a un anno o
un'ammenda da 1.000 a 10mila euro. Pene applicate anche per detenzione
incompatibile con la natura degli animali e produttiva di grandi sofferenze.
La piaga degli abbandoni colpisce ogni anno 350.000 animali, secondo le stime delle associazioni
animaliste, di questi 200.000 sono gatti e 150.000 cani, mentre i randagi sono almeno 2 milioni. Emilia Romagna
Campania, Calabria Puglia, Sicilia e Lazio le regioni piu' 'randage' mentre e'
di 100 milioni di euro l'anno, rileva l'Oipa, il business dei canili privati.
Per quanto riguarda i cani, l'85% muore
entro i primi 20 giorni dall'abbandono. In Italia sono oltre 14 i milioni di
animali che vivono con il 35% delle famiglie italiane mentre la Federazione dei
veterinari ha calcolato che il 25% degli animali presi in adozione viene prima
o poi abbandonato.
La legge centra anche un altro
fondamentale punto a favore degli animali: il maltrattamento diventa infatti delitto. In tal modo l'estinzione del reato non
potra' piu' avvenire con una semplice oblazione e si allunga la prescrizione a
5 anni (7 e mezzo se prorogata) a fronte degli attuali 2 (3 se prorogata). Sul
fronte dei numeri, per quanto riguarda i maltrattamenti in generale, in sei
mesi, secondo l'ultimo rapporto dell'Enpa, sono stati 41.667 gli animali
coinvolti in casi di maltrattamento di cui 2.267 cani
e 249 gatti; 30.179 gli animali uccisi di cui 201 cani
e 181 gatti. Ma il numero di casi accertati nei primi sei mesi del 2004 e'
stato solo di 373, 280 le denunce. Nel 46% delle volte non si conosce l'autore
ma una quota rilevante (30%) e' fatta di proprietari.
Combattimenti e competizioni non
autorizzate l'altro
capitolo dove la legge stringe le maglie della prevenzione: reclusione da 1 a 3
anni e multa da 50mila a 160mila euro per chi promuove, organizza o li dirige.
Aumento di un terzo della pena se presenti minorenni, persone armate o
promozioni video. Secondo la Lega Antivivisezione, che ha fortemente voluto la
legge, sono 15.000 gli animali sfruttati ogni anno in Italia nei combattimenti
clandestini, di cui 5.000 cani
condannati a morte certa, con un business legato alle scommesse e al commercio
dei campioni che frutta alla criminalità organizzata quasi 800 milioni di euro